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CRESSI HA PRESENTATO A GENOVA “OCEAN VOICES” CON OCEAN RAMSEY – 250 SUB PRESENTI

Più di 250 appassionati di immersioni subacquee, il 14 aprile hanno avuto il piacere di partecipare al salone La Claque – Teatro della Tosse all’ evento “Ocean Voices” organizzato magistralmente dalla Cressi, con il supporto della CRESSI AMERICA, che sta celebrando lo storico anniversario della fondazione, che avvenne proprio nel 1946 ad opera dei fratelli Egidio e Nanni Cressi.

Temi portanti dell’evento, in linea con la politica che anima da anni la Cressi: il futuro del Mar Mediterraneo, la protezione dell’ambiente sottomarino e delle sue creature, le operazioni pratiche di salvataggio dei fondali tra le quali “Fondali Puliti” e la protezione degli squali.

In apertura della serata David Guzman, vice presidente della Cressi America, con rara maestria, ha tracciato il lungo e avvincente percorso della Cressi che nel corso degli anni ha fatto la storia della subacquea mondiale e dopo ottanta anni dalla nascita continua a creare attrezzature usate e apprezzate in tutto il mondo.

Hanno animato la serata: Julie Gautier (Modella sub), Luca Tixi (Turismo sostenibile), Luca Merotto (AMP Portofino), Juan Oliphant (Fotografo subacqueo), Federico Traverso (Fotografo subacqueo).

Una volta tanto anche la politica ha partecipato, e per l’occasione è intervenuta Simona Ferro, Vice presidente Regione Liguria. Il suo intervento è stato molto apprezzato.

Reginetta della serata è stata la bella biologa marina statunitense Ocean Ramsey , nomen omen, che ha parlato a lungo del  rapporto che  è riuscita a instaurare con gli squali in acque libere e perfino con un gigantesco squalo bianco, animale che si solito è fotografato stando all’interno di robuste gabbie. Ma non solo. Ocean si batte da anni per la protezione in genere degli squali e per l’eliminazione delle plastiche dai mari di tutto il mondo.

Non abbiamo perso la rara occasione e l’abbiamo intervistata per conoscerla meglio.

aw  “Scusa ma il tuo nome Ocean è quello di nascita o è un nome d’arte?”

1. Ahah, 😂 Ocean è il mio vero nome. I miei genitori sono subacquei e amano l’oceano. Per fortuna anch’io, ma amo e mi piace anche passare il tempo con gli animali ed esplorare la natura sopra il livello del mare, ma l’oceano è davvero il luogo in cui mi sento più a mio agio.

AW –  Durante i tuoi incontri ravvicinati del quarto tipo con gli squali, hai mai provato pasura?

2. Mai! Ho provato paura per gli squali, ho sentito il loro cuore spezzarsi per la lotta contro gli impigliamenti. In rare occasioni, per le persone che non sono consapevoli in acqua e/o fanno qualcosa che non dovrebbero, come sguazzare come un animale ferito che eccita gli squali, correggo questo comportamento per mantenere la calma ed evitare confusione.

AW  sei soddisfatta delle attrezzature che usi da anni per tue impegnative immersioni?

3. ⁠ Cressi è l’attrezzatura subacquea con cui sono cresciuta e che uso ancora oggi: è l’attrezzatura che mi permette di entrare in contatto con il mare e la vita marina, di aiutare gli altri e di avere un impatto positivo sulla mia vita. Sono grata a Cressi per aver sostenuto così tanto i nostri sforzi inviandoci l’attrezzatura e le forniture di cui abbiamo bisogno per contribuire a salvaguardare la vita marina e per guidare e istruire gli altri.

SUB  Cosiderando che sei molto attiva nella tutela dell’ambiente sottomarino potresti impegnarti anche per ridurre l’uso della plastica per i contenitori delle bevande e altri prodotti e per ridurre gli imballaggi di plastica?

4. Sono assolutamente d’accordo sul fatto che gli imballaggi debbano essere ridotti e che i consumatori debbano essere più disposti a comprendere che un prodotto acquistato potrebbe non essere perfettamente pulito a causa del modo in cui è stato spedito, con meno plastica o senza plastica. Stanno emergendo ottime alternative che si decompongono, ma c’è una lacuna da colmare che forse potrebbe essere gestita con una scheda informativa sui prodotti che spieghi perché un prodotto potrebbe arrivare sporco perché c’è meno imballaggio. Un altro problema è quello della merce danneggiata: nessuno vuole sprecare, ma si tratta di una situazione difficile per entrambe le parti e la soluzione dipende dal prodotto e dalla posizione geografica. La plastica non è negativa se viene riutilizzata: ci sono molte opzioni e spero che presto ce ne saranno ancora di più.

5. Vorrei anche aggiungere che spero che le persone si rendano conto che almeno il 50% della plastica e dei rifiuti marini presenti negli oceani proviene dalle flotte di pesca industriale commerciale di prodotti ittici e che il tipo di rifiuti marini che vengono persi o gettati in mare è il PIÙ DANNOSO. Pertanto, se si vuole avere un impatto significativo, è opportuno non consumare prodotti ittici catturati in questo modo e fare un ulteriore passo avanti per contribuire all’adozione di normative e sanzioni per le flotte pescherecce che perdono o gettano in mare attrezzi da pesca e altri rifiuti. Grazie. Le scelte quotidiane dei consumatori si sommano.  L’innovazione può contribuire a risolvere molti dei problemi più evidenti, ma essere consapevoli di quelli che hanno un impatto maggiore e contribuire ad agire è estremamente importante, soprattutto in questo momento.

aw Concludo ricordandoti che in Italia, nel 1973 ideai e continuo a organizzare molte operazioni di ecologia pratica “Fondali Puliti” alle quali partecipano migliaia di subacquei e sono molto felice di avere da alcuni anni la piena collaborazione della Cressi e che Antonio e Marco spesso entrano in acqua con noi per ripulire i nostri fondali.

Gianni Risso   “C”  20 aprile 2026   foto Courtesy Ocean Ramsey e Juan Oliphant

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